ORATORIO DI BELEO, LUOGO DELLA MEMORIA DI ORIGINI ROMANICHE

L’Oratorio di Beleo risale all’XI secolo, l’edificio romanico è nominato nel 1070 tra i beni di Bonifacio di Canossa, padre di Matilde.

Il rilievo boscoso che ospita l’Oratorio di Beleo si raggiunge tramite una stradina sterrata che dal borgo omonimo porta fino a questo posto di quiete e memoria.

Mi trovo nel territorio di Casina, in provincia di Reggio Emilia, tra i rilievi appenninici che ospitano innumerevoli tracce della famiglia dei Canossa.

Oratorio di Beleo, luogo di storia e memoria.
Oratorio di Beleo, luogo di storia e memoria.

L’architettura dell’Oratorio di Beleo.

Realizzato in pietra squadrata è rivolto secondo l’orientamento liturgico.

La facciata è a capanna e sulla volta sopra al portale si trova una lunetta con un’epigrafe riportante una frase in onore degli alpini caduti. Sopra ancora una monofora.

Sulla parte destra della facciata c’è il campanile a vela. Sul lato opposto trovo una bifora decorata da un motivo geometrico sormontata da una fila di piccoli rombi.

Bifora. Oratorio di Beleo.
Bifora. Oratorio di Beleo.

Purtroppo non ho avuto la possibilità di visitarlo all’interno, ma sarà un’ottima occasione per tornarci ancora.

Luogo della memoria.

Sul pendio del piccolo colle, all’ombra degli alberi, sono state poste le lapidi in memoria degli alpini caduti durante le guerre.

Questo, intorno agli anni 70, è diventato un luogo dedicato agli Alpini che non sono più rientrati dalle guerre. Proprio l’associazione degli Alpini ha fatto sì che l’Oratorio di Beleo e l’area circostante fosse restaurata e manutenuta. Per tenere vivo il ricordo.

Lapidi in ricordo degli Alpini caduti in guerra.
Lapidi in ricordo degli Alpini caduti in guerra.

In questo bel contesto paesaggistico e storico, nel 2016, a completamento del luogo di memoria, è stata installata una campana.

Tutte le sere il suono dei suoi 10 rintocchi ricorda le oltre 400 penne nere che non hanno fatto più ritorno.


Ogni sera la campana con i suoi rintocchi richiama alla memoria dei nostri fratelli morti caduti di tutte le guerre.

La campana dei morti.

E’ la campana dei vivi.

Essa infatti con i suoi rintocchi ci invita a non dimenticare chi è morto per causa della guerra e a pregare affinché non ci siano più guerre e la pace possa regnare fra tutti i popoli della terra.

Nulla è perduto con la pace. Tutto può essere perduto con la guerra.

 


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Author: nadiagiammarco

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